MOTOGP: STREPIZIOSO DOVI!

Andrea Dovizioso batte all’ultima curva Marc Marquez e si porta a soli 11 punti. Podio completato da Danilo Petrucci. Iannone 4°, Rossi KO

Twin Ring di Motegi, Giappone. La prima tappa del trittico asiatico si è corsa qui, al circuito situato nella prefettura di Tochigi. Sotto un diluvio universale è andato in scena un duello epico tra un 侍 (samurai) ed un 忍者(ninja), tra un uomo maturo e razionale ed un ragazzino tutto talento e creatività, tra i due principali rivali per il titolo, Dovizioso e Marquez. Per la seconda volta quest’anno è andato in scena il duello tra il numero 04 è il 93 che si è protratto all’ultima curva. Come in Austria, il Dovi è stato dietro Marquez per buona parte della gara, lo ha studiato, lo ha copiato, lo ha costretto all’errore e alla fine lo ha battuto, dopo un duello protratto sino all’ultima curva, dove Marquez entra sperando che Dovi resista all’esterno; invece il forlivese intelligentemente incrocia la linea all’interno venendone fuori non solo indenne ma da vincitore del Gran Premio Giapponese. La quinta vittoria stagionale di Dovizioso è la più importante di tutte perche arrivata in un momento cruciale della stagione, a quattro gare dalla fine e nel momento migliore del suo rivale. Il Dovi accorcia il suo distacco a 11 punti e promette battaglia per il finale di stagione.

Foto Centrale

Partenza a cannone delle Ducati, con Petrucci, Lorenzo e Dovizioso che gravitano intorno  Marquez nei primissimi giri, mentre rimane più attardato il poleman Zarco. Il più scatenato di tutti è il ternano del team Pramac, che, grazia alla gomma extra soft, ha un gran ritmo e scappa dai due contendenti al titolo, mentre Jorge che invece entra presto in crisi e scivola lontanissimo dai migliori. Finisce quasi subito la gara di Valentino Rossi, a terra vittima di un piccolo high-side dopo una partenza comunque difficile per la sua Yamaha, che si conferma ingestibile anche sul bagnato. Mentre il Dottore si lecca le ferite nei box (matematicamente out dal mondiale), alle spalle di Petrucci si infiamma il duello tra Marc e Dovi. A una decina di giri dal termine lo spagnolo della Honda rompe gli indugi e infila Danilo, con il forlivese che non si fa attendere e lo imita mettendosi subito al suo inseguimento. A quel punto la sfida è testa a testa tra la Honda numero 93 e la Ducati numero 04. Proprio quando le gomme iniziano a calare e sembrano abbandonare i piloti, Dovizioso tira fuori il coniglio dal cilindro, con un giro-capolavoro che lo porta ad infilare Marquez e prendersi il comando della corsa. Lo spagnolo della Honda, però, non si arrende e gli restituisce il favore: negli ultimi tre giri la battaglia è davvero da brividi, Marc sembra destinato a vincere, ma Dovizioso è bravissimo a metterlo sotto pressione ed indurlo a commettere un piccolo errore che permette ad Andrea di trovare il pertugio giusto per sorpassarlo e vincere. In casa Yamaha si fanno i conti con un altro weekend da dimenticare: Vinales chiude 9° e dà praticamente l’addio definitivo alle speranze mondiali, possono sorridere le Suzuki, che piazzano Andrea Iannone e Alex Rins in quarta e quinta posizione. Per entrambi si tratta del miglior risultato stagionale, una piccola luce in fondo al tunnel in vista anche del 2018. Solo 6° Jorge Lorenzo, davanti all’Aprilia di Espargaro e alla Yamaha Tech 3 di Zarco.

Foto Finale

Questa volta il cavallo nero irrazionale, che Dovizioso ha disegnato sul suo casco, ha prevalso. Il pilota forlivese sembra essersi dimenticato la prestazione opaca del Gran Premio di Aragon ed ha iniziato col piglio giusto la tripletta asiatica. Ha fatto un autentico capolavoro, contribuendo a scrivere una delle pagine più belle del motociclismo moderno. Andrea Dovizioso, un pilota intelligente, calmo, riflessivo, ma allo stesso tempo spietato si scopre campione all’improvviso. Si scopre campione nella stagione in cui la Ducati decide di puntare su Lorenzo per andare a caccia del titolo mondiale. Proprio in Giappone, la storia del Dovi coincide con quella di un samurai. Il termine “samurai” deriva dal verbo “saburau”, che significa “servire, stare accanto” o meglio “restare a lato” di qualcuno. Nel caso del guerriero giapponese, il riferimento era allo “shogun”, il generale che il samurai giurava di difendere restando sempre alle sue spalle. Nel nostro caso è quello che ha fatto DesmoDovi che dal 2013 ha deciso di stare accanto alla Rossa di Borgo Panigale, facendola crescere e difendendola sempre. Ora tutto è cambiato ed il Dovi sembra aver trovato l’equlibrio giusto per essere letale. Cosi come l’auriga nel mito del carro alato, Andrea Dovizioso domina i due cavalli, quello bianco mansueto, buono, facile da comandare e quello nero cattivo, testardo, che va dove gli pare seguendo il suo istinto. In questa fantastica sfida il Dovi è riuscito a mescolare l’anima dei due cavalli e si è scoperto fenomeno ed è pronto a regalarci ancora emozioni. E come ha affermato il pilota italiano “Nello sport nessuno è imbattibile, nemmeno Marquez”.

Cesare Menichetti

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