F1, GP GIAPPONE: PROFONDO ROSSO FERRARI, MONDIALE FINITO. HAMILTON VINCE E IPOTECA IL TITOLO. LE DUE RED BULL A PODIO

Le gare dopo Singapore la Ferrari, con Vettel, le doveva e le voleva vincere tutte. Niente di più lontano dalla realtà. Il Giappone, ricco di penalità, non permette alla Ferrari di ottenere risultati soddisfacenti, Vettel dura meno di sei giri e si ritira.

Il gran premio del Giappone doveva essere la svolta per la Ferrari che come sappiamo era reduce da due week end di sfortuna assoluta, ma così non è stato. Come sono stato costretto a fare negli ultimi due articoli, anche in questo devo fondamentalmente ripercorrere un week end che, a mio avviso, ha cancellato definitivamente le speranze di vittoria per Vettel. Il venerdì e il sabato in Giappone sono stati molto simili alla Malesia, pioggia che non permetteva di girare e quando si poteva girare, la Ferrari dimostrava un ottimo passo gara, nettamente più veloce della Mercedes mentre sul giro secco, l’inglese della Mercedes è tornato nella sua modalità preferita, hummer time. Fino alle prove libere tre non è successo niente di particolare ma ad un tratto Kimi Raikkonen ha deciso di complicare un po’ il week end del team di Maranello andando a sbattere in curva nove distruggendo il cambio. I meccanici di Maranello sono riusciti in poco tempo a sostituire il cambio ma il finlandese doveva scontare cinque posizioni di penalità sulla griglia di partenza. Lo scudiero della Ferrari che non poteva fare scudo al capo squadra in lotta per il mondiale. In casa Mercedes anche Bottas doveva scontare cinque posizioni di penalità, quindi anche l’altro contendente al titolo non avrebbe avuto, alla domenica, il suo scudiero vicino pronto a sacrificarsi per proteggerlo. Le qualifiche sono terminate con un super giro di Hamilton che ha demolito il record della pista e nessuno dei suoi avversari è minimamente riuscito ad avvicinarsi. Secondo Bottas e terzo Vettel, ma per le penalità sopra descritte, Bottas partiva settimo e Vettel secondo. Il passo gara Ferrari era migliore di quello Mercedes, partire in prima fila di fianco al proprio avversario, significava poter ottenere grandi risultati in gara.

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I risultati non sono arrivati per colpa di una candela. Una candela del motore della SF70-H di Vettel, decide di fare i capricci nel giro di schieramento sulla griglia. Ancora una volta, come in Malesia sulla monoposto di Kimi, i meccanici sono stati costretti a togliere il cofano motore della monoposto del tedesco per cercare di risolvere il problema. Nei minuti successivi il problema sembrava risolto, la macchina era pronta per partire e giocarsi una grande occasione lunga cinquantatré giri.

La partenza si svolge regolarmente, Hamilton rimane in prima posizione e Vettel in seconda, ma qualcosa non va. Nel giro di pochi metri si notava come la monoposto del cavallino non riusciva a stare vicino alla Mercedes, sui rettilinei la cosa era ancora più evidente e nei cinque giri successivi Vettel è stato superato dalle sei macchine che partivano dietro di lui. “Box Sebastian, box” è un messaggio che è stato molto ricorrente nelle ultime gare. Gara finita, la monoposto viene messa sui cavalletti e Vettel lascia il box. Mondiale finito.

Per il sottoscritto il mondiale è finito, Hamilton sta convolando con molta disinvoltura verso il quarto titolo mondiale. Invece per Arrivabene e Vettel, il mondiale non è finito fin quando non lo conferma la matematica ma se prima era complicato, ora è quasi impossibile. Hamilton è nella sua forma migliore, non commette nessun tipo di errore e la sua monoposto sembra non essere fatta di componenti meccaniche, ma di componenti angeliche. Hamilton, come mi è stato suggerito da un amico, si sta riprendendo con gli interessi la sfortuna che lo ha perseguitato per tutto il 2016, tanto da far vincere il mondiale a Rosberg. La Ferrari ha dimostrato di essere fragile nelle cose più minime, forse lo sviluppo del motore troppo aggressivo o forse la più comune sfortuna che non risiede tanto nel rompersi delle componenti ma nella tempistica, la Ferrari si sfascia a dieci minuti dalla partenza.

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Prossimo appuntamento tra due settimane per il gran premio degli Stati Uniti, ad Austin.

La gara si conclude con Hamilton in prima posizione, Verstappen in seconda che è andato molto vicino ad ottenere la sua seconda vittoria consecutiva, terzo Ricciardo, quarto Bottas, quinto Raikkonen.

Giovanni Crescenzi

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