To be or not to be…Indipendent?

Continua il tira e molla tra Madrid e Barcellona nella settimana che ha succeduto il weekend più caldo per la questione indipendenza, chiuso col contestato referendum. Martedì sera il discorso del re Felipe VI ha rinforzato ancor di più la posizione del governo Rajoy. La strada verso un ipotetico accordo è ancora lontana.

Il monarca ha definito come inammissibile la passività e l’ostruzionismo delle forze dell’ordine locali, del governo della Generalitat e di tutte le autorità catalane in occasione del referendum ilegal. Felipe ha poi rassicurato i catalani unionisti sull’appoggio dato loro dalla Corona, dal resto del Paese: tutti a difesa della democrazia, dei diritti e della legittimità. Nessuna parola sulle violenze della Polizia nazionale né su possibili margini di dialogo con l’opposizione secessionista; dunque un discorso forte, breve ma diretto e chiaro. Felipe e Mariano Rajoy da un lato, Puigdemont e la sindaca barcellonese Ada Colau, che ha parlato di discorso indegno per un Capo di Stato.

Nessuno spiraglio di trattativa, dunque, ognuna delle parti rimane sulla propria. Solo da qualche ora il prefetto nazionale in Catalogna ha parlato di gravi fatti in riferimento agli scontri di domenica scorsa, 1 ottobre; porgendo delle scuse a nome delle forze dell’ordine della Guardia Civil.  Scuse parziali in virtù di una responsabilità attribuita in ultima istanza, anche qui, alla Generalitat, rea di aver consentito nonostante l’illegalità, la consultazione popolare sull’indipendenza.

Lunedì prossimo Carles Puigdemont voleva, vorrebbe, votare in Parlamento la secessione già decretata dai votanti di domenica scorsa. Vorrebbe, appunto, perché in realtà la Corte Costituzionale ha dichiarato la chiusura delle aule; la riunione probabilmente avrà  ugualmente luogo, e con essa la votazione.
Nel frattempo alcune aziende stanno già valutando una possibile e concreta uscita dalla Catalogna, aziende che attualmente hanno la loro sede a Barcellona e dintorni attualmente preoccupate per l’instabilità della regione autonoma, della sua condizione istituzionale, fiscale e governativa.

Proseguono le indagini avviate a inizio settimana sui fatti del 1-O con particolare attenzione sul capo dei Mossos d’Esquadra Trapero, accusato di intervento tardivo a fianco delle forze civili nazionali in contrasto con le operazioni di un voto illegittimo e illegale. Il rischio, per Trapero, è di una detenzione di 15 anni; Puigdemont invece apparirà in discorso plenario  martedì prossimo.

Insomma la situazione resta allarmante e con continui aggiornamenti. Vi terremo al corrente passo dopo passo auspicando una pronta risoluzione della questione. Questione su cui tra l’altro, si attende un intervento, un’opinione, una dichiarazione o comunque un minimo segnale dai palazzi dell’Unione europea. Ancora non pervenuto, al momento.
Barcellona e la Spagna intera fanno i conti con il loro futuro, unionisti e indipendentisti faccia a faccia protagonisti nella scrittura di queste pagine di storia nuova, attuale, presente. 

Non ci resta che continuarle a sfogliare mano a mano.

@Mauro Giansante

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