Sena: l’istituzione che ha rivoluzionato il modo di intendere il lavoro e l’educazione in Colombia

Siamo abituati a conoscere la Colombia e più in generale l’America Latina per stereotipi. Parole come “golpe” sono diventate universali e utilizzate al posto dei corrispettivi nelle lingue europee. Ci ricordiamo di personaggi come Augusto Pinochet, Pablo Escobar e Nicolás Maduro dimenticandoci di Jorge Luís Borges, Gabriel García Marquez e Mario Vargas Llosa. A ciò aggiungiamo anche la nostra concezione di arretramento che affibbiamo a determinate zone del mondo e in questo senso l’America Latina rientra nel terzo mondo, nella periferia sfruttata dal centro e nell’impossibilità irreversibile che si presenta quando viene fuori il termine “cambiamento”.

Ultimamente la Colombia è nell’occhio del ciclone per via dei processi di pacificazione con Farc ed ELN che hanno diviso il paese. Pur avendo avviato il reinsediamento nella società dei guerriglieri persiste l’odio che è ben visibile nel rancore radicalmente diffuso sui social soprattutto in occasione della presentazione del partito delle Farc tenutasi il primo settembre in Plaza Bolivar, a Bogotá.

In pochi hanno riconosciuto la necessaria imperfezione del referendum ma soprattutto la pace che ne è derivata dopo 60 anni di battaglia. Ma in fondo la Colombia è da sempre un paese conservatore, un paese che fin dai tempi del virreinato di Nueva Granada rifiutò le idee liberali indipendentiste costringendo l’élite criolla ad affidarsi a uno straniero: Simon Bolívar. La distruzione dell’aldea e il successivo scontro tra élite liberale e minoranza campesina ha portato non solo al contrasto ma all’esclusione di alcune frange della popolazione da cui deriva la spaccatura e l’isolamento di alcune zone. Il consolidamento delle città e l’industrializzazione ha acuito la distanza tra centro e periferia portando via con sé la pace che caratterizzava la regione da almeno due secoli, quella stessa pace che García Marquez racconta nella sua Macondo la cui naturalezza è minacciata dalla tecnologia occidentale.

Di questo parleremo approfonditamente in altri articoli. Ciò che bisogna sottolineare in questa sede è la volontà di cambiamento che alcuni colombiani stanno portando avanti, e tra questi abbiamo esponenti dell’élite (che si stanzia prevalentemente nelle città e a Bogotá nel nord) e persone che dalla strada, dai cosiddetti “bassi fondi”, rischiando più e più volte la vita, stanno tentando di costruire un’opera di sensibilizzazione per le generazioni future (e in questo caso ci riferiamo al sud della capitale). Dell’élite parleremo soprattutto in relazione alle Farc, ora invece ci soffermiamo non più sul negativo, non sugli stereotipi che affliggono questo paese fin dalla sua nascita ma sulla sua volontà di combattere i problemi che l’attanagliano.

Uno di questi è relativo all’educazione: solo il 51% dei colombiani è realmente alfabetizzato e arriva perlomeno all’istruzione superiore. Molte discordanze si registrano nell’istruzione primaria che, a detta di alcuni, rappresenta un’occasione per i genitori di “lasciare” i propri bambini in un ambiente che non impartisce una reale educazione. Inoltre, le università private (Javeriana, Rosario, Andes e così via) sono costose persino per l’élite e registrano un’accoglienza ristretta nonostante forse siano le uniche reali istituzioni che offrono un’educazione veramente all’avanguardia (anche se esigente e dura).sena-logo

Per queste ragioni, da un progetto di legge è nata l’istituzione “più amata dai colombiani”: il Sena. Si tratta di un ente statale a metà tra l’educazione e la preparazione al mondo del lavoro. Oltre ad essere completamente gratuita, presenta un’offerta infinita per qualsiasi classe sociale e a qualsiasi livello. I suoi corsi possono durare un giorno, un mese, un anno, due anni e sono dedicati prevalentemente alla formazione di lavoratori che possano migliorare la qualità del lavoro in qualsiasi settore. Spesso però, per arrivare a un livello tecnico adeguato bisogna passare per un processo di crescita che parta da basi più elementari.

Al Sena non solo arrivano studenti delle università private ma soprattutto persone di basso ceto provenienti dai quartieri più pericolosi o dalle campagne più periferiche che iniziano dalla lettura e dalla scrittura. In questo senso il Sena è una realtà assolutamente paritaria nella quale la convivenza tra ceti alti e bassi genera comprensione e aggregazione.

La strada è ancora lunga da percorrere ma l’istituzione è presente in tutte le regioni, solo a Bogotá ha decine e decine di sedi che soddisfano ogni richiesta con un personale specializzato che cura la crescita dell’individuo nei suoi minimi dettagli. Infatti, oltre all’educazione specifica, il Sena offre la copertura del trasporto pubblico e dei pasti giornalieri a chi non ha risorse economiche adeguate in modo

da spingere lo studente o il praticante a non abbandonare il suo percorso a tutti i costi. A questo si aggiunge un supporto psicologico che prepara alla metabolizzazione dei problemi familiari e personali e, in caso si registrino problemi comportamentali, spinge l’interessato a non ripetere il gesto generando un miglioramento relazionale.

Nella visita che ho sostenuto assieme al responsabile amministrativo della sede di Plaza de la Democracia ho avuto l’opportunità di respirare l’atmosfera della struttura. Oltre alla rilassatezza ho notato l’orgoglio e lo spirito di sacrificio con cui i professori, i responsabili amministrativi, gli psicologi e il personale (che è vastissimo) svolgono il loro ruolo. La consapevolezza di star formando una futura classe dirigente, dei futuri lavoratori o semplicemente la coscienza di un concittadino è presente e s’inscrive nella voglia di miglioramento di cui ho parlato poco fa.

A maggior dimostrazione che la Colombia non è un paese abbandonato a sé stesso ma sta sviluppando una voglia di rifarsi che si relaziona al suo territorio e all’accoglienza che ho ricevuto e sto ricevendo ogni giorno. Nel mio caso, questa accoglienza si riferisce alla consapevolezza che i colombiani hanno dei propri problemi e alla voglia di mostrarmi anche i lati positivi in modo che lo straniero possa tornare a casa sua con un’immagine diversa e non stereotipata. Lo spirito di questo obiettivo è più che visibile nel Sena e anche i datori di lavoro l’abbracciano senza remore. Molte delle loro tasse sono sostituite con l’assunzione dei “tecnologi” che escono dal Sena con una conoscenza pratica di un determinato settore. E ricordiamo ancora una volta che tutto ciò è gratuito, che non si paga alcuna consulenza e che l’obiettivo è migliorare la qualità del lavoro per migliorare il paese, la relazione tra i suoi abitanti e i servizi che offre ai propri cittadini.Formacion SENA

L’esempio tangibile di questa struttura è stato ed è proprio la mia guida: Iván Pastrana. Ci siamo incontrati varie volte per parlare dei suoi progetti e della sua vita. È cresciuto nel sud, in una classica famiglia numerosa sudamericana che deve fronteggiare la povertà negli elementi più basilari come il cibo. Iván ha rischiato spesso la vita e ha deciso di prenderla in mano costruendo la sua carriera come futuro politico attraverso un’opera imprenditoriale che va dalla creazione di un Foro per la leadership a un programma di sensibilizzazione per la buona politica nelle scuole (Yo represento). Le sue conoscenze derivano proprio da un corso sostenuto al Sena di cui oggi è amministratore della sede che ho avuto la fortuna di visitare con il suo contributo.

A Iván piace vestirsi elegante, sostituisce i professori assenti per parlare ai ragazzi di imprenditorialità e leadership e li prepara anche nella forma che richiedono i datori del lavoro a cui puntano. Si occupa inoltre di alimentare i sogni dei ragazzi più che i loro obiettivi pratici. Spinge coloro che entrano al Sena solo per cercare lavoro a sostenere corsi di discipline che si addicono alle loro attitudini e ai loro obiettivi.

È in assoluto una delle persone più sorridenti e più grate alla vita che abbia mai conosciuto nonostante abbia vissuto molti più disagi di un europeo povero. Ci siamo conosciuti per un’amica in comune e abbiamo intensificato il nostro rapporto in un suo evento dedicato alla leadership e all’imprenditorialità. In quella occasione mi ha chiesto di parlare a ragazzi di 15/16 anni appena entrati al Sena e di raccontare la mia vita.IMAGEN_1399431510

Non avevo assolutamente idea che una vita che considero normale come la mia potesse sconvolgere le anime di quei ragazzi e suscitare un senso di motivazione assolutamente impagabile. In quel momento mi sono reso conto di quanto nascere in una determinata area piuttosto che un’altra possa influenzare la vita di un essere umano. E ho inoltre inteso l’importanza del Sena come istituzione che forma i colombiani nei loro sogni e nella loro possibilità di sognare. Badate che non stiamo parlando di sogno americano o del farsi da soli ma di una realtà che si sta consolidando sempre di più e che nasce da un accordo tra cittadini e stato, uno stato molto criticato per la sua corruzione e per le sue ambivalenze ma da cui derivano esempi come questo.

Per cui ecco uno degli elementi che può aiutarci a cambiare l’immagine della Colombia e a combattere i suoi stereotipi: un ente che fa invidia ai sistemi educativi europei e che registra ogni giorno sempre più iscritti. Il nostro compito, da occidentali privilegiati, è guardare con ammirazione e imparare anche da chi reputiamo più povero e meno fortunato di noi.

Alessandro Leone

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