F1, GP Malesia: week end nero per la ferrari. Verstappen vince, Hamilton amministra e allunga.

La nuvoletta di Fantozzi è passata dal sommo Paolo Villaggio alla Scuderia Ferrari che è stata affogata dalla sfortuna. Verstappen vince con un sorpasso da veterano della F1. Hamilton ragioniere, non rischia e finisce secondo.

È la seconda volta che mi trovo a scrivere un articolo simile, un articolo che discute di un week end che ci porta sempre più verso la fine del mondiale ma che, ancora una volta, racconta un mezzo disastro per la Ferrari. Abbandonato Singapore che è stato teatro, due settimane fa, di uno dei suicidi più crudeli della storia della F1, ci troviamo a parlare del week end del gran premio della Malesia che sulla carta era una delle piste che doveva essere più favorevole alla Ferrari. Ancora una volta, devo usare “era” perché come quindici giorni fa, è successo di tutto e di più.

Il week end al venerdì è partito diversamente rispetto a quello di Singapore, è partito meglio, molto meglio. Le premesse per un grande week end sono state messe sul tavolo già nella conferenza stampa del giovedì, dove Vettel ha dichiarato che le vuole vincere tutte le prossime sei gare, Hamilton che per non essere da meno ha dichiarato un bel “buona fortuna” al suo avversario. Le parole sono parole e restano tali fin quando non si scende in pista. Detto fatto, prime prove libere del venerdì, come succede ormai da anni in Malesia durante la stagione delle piogge, la pista allagata non ha permesso di mostrare un bel niente. Seconde libere del venerdì, sole splendente, umidità alle stelle, Ferrari stratosferiche. Le due SF70-H volavano con gomme rosse e con gomme gialle e sul passo gara il vantaggio era di un secondo sulle Mercedes e otto decimi sulle Red Bull. Il fine settimana si prospettava tutto rosso e forse con l’inno di Mameli che avrebbe risuonato a fine gara sul podio. Terze e ultime prove libere del sabato prima della qualifica, le due rosse ancora una volta dimostrano la loro forza, ma a fine dell’ora di prove, il team radio dal box Ferrari chiede a Vettel di fermare la macchina, poi di procedere lentamente e riportarla ai box. Campanello di allarme. Passano i minuti e le comunicazioni ufficiali confermano che i meccanici Ferrari devono cambiare il motore prima della qualifica e montare il quarto, quindi senza incorrere in alcuna penalità. Come successe già in Spagna, i meccanici erano chiamati ad un’impresa quasi impossibile, perché smontare il motore di una monoposto e montarne uno nuovo significa avere a disposizione quattro ore, loro lo dovevano fare in due. Ci riescono, Vettel prende parte ai primi minuti della Q1, percorre meno di sette chilometri e torna ai box con il propulsore che segnalava un problema al turbo. I quindici minuti della Q1 scorrono inesorabili e alla fine la monoposto numero 5 rimane ferma ai box senza poter segnare un tempo che permetteva la qualificazione. Sebastian Vettel, uno dei contendenti al titolo mondiale, partirà in ventesima posizione, ultimo. La nota positiva, se ci può essere una nota positiva in tutto ciò, è che la Ferrari poteva omologare la quinta power unit e quindi tutte le componenti nuove senza incorrere in penalità ulteriori.

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Nel ring delle interviste, Vettel dichiara che sono cose che possono succedere, sì, è un peccato ma le parti meccaniche si possono rompere; prometteva una gara all’attacco e una super rimonta per limitare i danni e rendere meno semplice quella che si prospettava essere un’altra gara-passeggiata per Hamilton. Il resto della qualifica ci ha lasciato concentrati su Kimi che anche lui, fin dal venerdì, ha dimostrato come la monoposto di Maranello era la più veloce e la più bilanciata, tanto da riuscire a conquistare la seconda posizione a soli 45 millesimi da Hamilton che ha ottenuto la 70esima pole position in carriera. In terza e quarta posizione si schierano le Red Bull e in quinta un Walterri Bottas in netta difficoltà rispetto al suo compagno di squadra e rispetto alle altre scuderie.

Le speranze Ferrari della domenica erano riposte in: Kimi Raikkonen che partendo secondo e con una vettura altamente più competitiva delle altre, avrebbe potuto insidiare Hamilton; Max Verstappen che poteva creare qualche intoppo in curva uno e caso mai prendere Hamilton su un fianco; nella pioggia, la tanto odiata pioggia malese, avrebbe potuto sovvertire la situazione. Le speranze Ferrari non esistono! La pioggia non c’è stata, Verstappen ha fatto la prima partenza pulita della sua carriera, Raikkonen non è neanche partito. Kimi Raikkonen non ha preso parte alla gara per un semplicissimo motivo, anche lui ha accusato un problema al turbo. Durante i giri che si compiono prima di schierarsi sulla griglia di partenza, il pilota finlandese via radio comunica ai box che non riceve abbastanza potenza dal motore. La monoposto numero 7 viene posizionata sulla seconda piazzola in griglia e i meccanici tolgono il cofano motore, la fine delle speranze. I meccanici si affannano attorno la SF70-H del finlandese cercando di capire e se possibile di risolvere il problema; nulla di fatto, a due minuti regolamentari prima del giro di formazione, la Ferrari viene riportata ai box dove il lavoro dei motoristi continua ma senza nessun risultato. La monoposto rimane ferma ai box senza pneumatici e sui cavalletti.

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Come ho detto, Verstappen si rende autore della partenza più pulita della sua carriera tenendosi ben a distanza da Hamilton e dagli altri ma alla fine del quinto giro, sul rettilineo principale, tira la staccatona ad Hamilton e lo sorpassa in maniera magistrale tra curva uno e curva due. Dietro i primi due troviamo, Bottas che sembrava spingere la monoposto e Ricciardo che subito dietro lo incalzava e cercava di sorpassarlo modello canguro australiano. Dietro i primi quattro, tutti gli altri, tra cui va segnalata la prestazione magistrale del pilota McLaren, Vandoorne, hanno dato spettacolo con sorpassi e toccatine a non finire. In fondo allo schieramento, come sappiamo, partiva il tedesco della Ferrari che già a fine del primo giro era diciassettesimo e che continuava inesorabile la sua rimonta per arrivare a ridosso del quinto posto, sorpassare e nello stesso tempo umiliare Bottas e la Mercedes per poi concludere in quarta posizione dopo aver tentato di attaccare anche il terzo posto di Ricciardo.

Il sorpasso di Vettel su Bottas e la chance che ha avuto di arrivare terzo, se le gomme rosse non avessero ceduto negli ultimi sei giri, dimostrano come la Ferrari aveva due monoposto eccellenti che avrebbero distanziato di molti, moltissimi secondi tutti gli altri, comprese le Mercedes. Il rimpianto e l’amarezza sono enormi e la fanno da padrone. Sono due sentimenti che vanno a braccetto dal gran premio di Singapore, dovuto ad episodi diversi, ma che comunque non hanno permesso al team di Maranello di ottenere i punti che meritava nelle due trasferte.

Ripercorrendo brevemente le tappe della sfiga rossa nel week end malese, partiamo il sabato con i problemi al turbo di Vettel che lo fanno classificare in ventesima posizione, passiamo per la non partenza di Kimi la domenica, per lo stesso problema al turbo di sabato, qui tutti diremmo basta, ne sono capitate così tante da fare indigestione. E invece no! Giri di rientro dopo la bandiera a scacchi, Vettel percorre una curva a velocità controllata, il canadese Stroll della Williams non guarda gli specchietti, non imposta la curva e prende in pieno il retrotreno della monoposto del ferrarista che si ritrova la gomma sinistra sul cofano della macchina con la sospensione distrutta. ASSURDO. La sfortuna non finiva più e infatti non è finita qui. Molto simpatica è la scena di Vettel che viene accompagnato da una Sauber ai box, meno simpatica è la notizia che il contatto tra Vettel e Stroll ha probabilmente danneggiato il cambio del ferrarista e che per la trasferta della prossima settimana in Giappone, la Ferrari dovrà montare un cambio nuovo e presumibilmente incorrerà nella penalità di cinque posizioni in griglia che dovranno sommarsi alla posizione di qualifica.

Malaysian Grand Prix, Sepang 28 September - 1 October 2017

I team molto velocemente hanno lasciato la Malesia per dirigersi in Giappone ai piedi del monte Fuji. La Mercedes arriva in Giappone con 118 punti di vantaggio sulla Ferrari, praticamente il mondiale costruttori è quasi in cassaforte; Hamilton atterra con 34 punti di vantaggio su Vettel che ha magistralmente limitato i danni; la Ferrari arriva in Giappone con un motore nuovo omologato, l’incognita del cambio di Vettel e la paura che aleggia sul box rosso dei problemi di affidabilità dei turbo registrata in Malesia.

Vettel è fiducioso di avere la macchina migliore, Arrivabene non si arrende fin quando non sarà la matematica a dire basta e Hamilton dichiara che dopo il gran premio della Malesia, la Mercedes è diventata la terza forza in campo dopo Ferrari e Red Bull. Tutto da dimostrare, tutto ancora da giocare.

Giovanni Crescenzi

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